• rif 493
  • rif 493 (24)
  • rif 493
  • rif 493
  • rif 493 (36)
  • rif 493 (34)
  • rif 493
  • rif 493
  • rif 493
  • basement
  • first floor
  • second floor
  • attic
  • SAM_5123
  • rif 493
  • rif 493
  • k1 (1)
  • k1 (2)
  • k1 (3)
  • rif 493 (19)
  • rif 493 (35)
  • rif 493 (38)
  • rif 493 (39)
  • rif 493 (40)
  • rif 493 (45)
  • rif 493 (47)
  • rif 493 (48)
  • rif 493 (49)
  • rif 493 (52)
  • rif 493 (53)
  • rif 493 (55)
  • rif 493 (56)
  • SAM_5124
  • rif 493 (57)
  • SAM_5116
  • SAM_5118
  • SAM_5119
  • SAM_5120
  • SAM_5121
  • SAM_5122
  • SAM_5112
  • SAM_5126

Property ID : 493

Vendita €200.000,00 - Villa

Immersa nel verde del Parco della Majella a pochi chilometri dal mare e dalla montagna vi proponiamo un piccolo angolo di paradiso. Circa 2 ettari di terreno con grande immobile di oltre trecento metri quadrati.

Descrizione:

Superfici:

Attestazione energetica: G

Distanze:
L’ampiezza dell’immobile e il terreno circostante danno la possibilità di intraprendere qualsiasi tipo di attività commerciale e/o turistica-ricettiva.

 

Casoli

Origini. Sorse in epoca altomedievale, probabilmente fondata dagli abitanti dell’insediamento di età romana (identificato da alcuni archeologi con Cluviae, centro della tribù sannitica dei Carricini) i cui resti sono ancora visibili in località Piano Laroma.[5]La cittadina di Cluviae oggi si trova in località La Roma, era una città vera e propria, dotata di palazzi, terme e un teatro romano; a causa degli attacchi dei Saraceni nel IX secolo, gli abitanti si fortificarono presso un colle appuntito nelle vicinanze, attorno a una torre longobarda di avvistamento, che poi diventerà il torrione normanno del castello; il villaggio primitivo fu chiamato Casulae, ossia agglomerato di piccole case.

Epoca moderna

Nel 1799 fu ostile all’adesione alla Repubblica Partenopea voluta dai francesi di Gioacchino Murat, ragion per cui fu attaccata dai francesi; anche se Casoli il 15 febbraio 1799 partecipò al sacco di Guardiagrele, acerrima nemica da secoli. Fu teatro di episodi di insurrezione e di violenza anche ai danni della borghesia locale senza legami con le autorità repubblicane e gli occupanti francesi. Aderì, senza entusiasmo, alla Repubblica solo dopo l’incendio di Guardiagrele da parte delle truppe francesi.

Con la riforma amministrativa operata da Giuseppe Bonaparte, nel 1811, Casoli fu inglobato nella provincia di Chieti e nel circondario di Lanciano e divenne capoluogo del mandamento comprendente anche i comuni di AltinoPalombaro e Roccascalegna.

Al plebiscito del 1860, per l’annessione al Regno d’Italia, votarono in 1.349 dei 1.568 aventi diritto: ci fu un solo voto contrario. Nel primo Novecento, Casoli fu teatro culturale, poiché il sindaco e barone Pasquale Masciantonio ospitò nel castello varie personalità abruzzesi e non, tra cui Francesco Paolo Michetti e Gabriele d’Annunzio. Inoltre il Masciantonio nel 1912 si fece promotore della nuova linea ferroviaria Sangritana, che avrebbe collegato anche Casoli dal tracciato marino di San Vito sino a Castel di Sangro, permettendo così l’annullamento dell’isolamento stradale della stessa cittadina, di cui aveva sempre sofferto.

Dal luglio 1940 al settembre 1943, Casoli fu sede di un campo di internamento, presso un palazzo in via Roma, che aveva una capienza di 80-90 persone. Quello di Casoli fu uno dei tanti campi di internamento istituiti dal regime fascista in seguito all’entrata in guerra dell’Italia, il 10 giugno 1940, al fianco dei tedeschi, per tenervi stranieri e antifascisti.

Gravemente danneggiata durante la II Guerra Mondiale, dopo l’armistizio dell’8 settembre 1943 (Casoli era sul fronte della linea Gustav. che tagliava trasversalmente l’Abruzzo ed il Lazio, ed in zona, correva lungo il vicino fiume Sangro), vi fu attivo il gruppo partigiano della Brigata Majella, che fu fondato proprio a Casoli.

 

Architetture religiose

Veduta del castello e della chiesa di San Maria Maggiore

Chiesa di San Rocco

La chiesa si trova in Piazza Umberto I, risalente al XVII secolo, ma modificata profondamente nell’800 in stile neoclassico. La facciata è stata restaurata nell’Ottocento nella forma neoclassica. La facciata ha il settore principale in stile tuscanico e ionico, mentre in due settori minori sono site delle nicchie. Il portale è sormontato da un timpano. La facciata termina con il timpano principale con delle volute. Sopra di esso vi è una nicchia che costituisce il campanile a vela con una campana. L’interno è basilica le con sala unica.

Chiesa di Santa Maria Maggiore o chiesa parrocchiale

L’edificio di culto è annesso al castello (forse in origine era la cappella palatina), principale chiesa di Casoli. La chiesa è sorta durante l’alto medioevo, fu trasformata a tre navate nel 1759 e, attorno al 1820, assunse l’attuale compagine neoclassica. Ha impianto rettangolare con il fianco rivolto sul paese decorato da un portico ad archi, una sorta di corridoio chiuso che immette all’ingresso del castello; la facciata è chiaramente neoclassica con paraste tuscaniche e architrave a timpano triangolare; l’interno è stato restaurato dopo il terremoto della Val di Comino del 1984, con un altare maggiore moderno, di discutibile valore artistico, mentre molto pregevole è l’altare della navata sinistra, con stucchi e una tela del pittore ortonese Pasquale Bellonio.

Chiesa di Santa Maria Ausiliatrice

Questa chiesa si trova in località Pianibbie, è a navata unica e realizzata nel corso del Novecento, in omaggio all’omonima basilica che si costruiva a Roma. L’ingresso è preceduto da un portico con sovrastante balcone sorretto da pilastri cui si accede mediante un’apertura ad arco ogivale. Il campanile è a vela sito nell’asse centrale.[17]

Chiesa di San Francesco

Trattasi di un piccolo edificio settecentesco, ampiamente rifatto nell’Ottocento, situato in contrada Guarenna Nuova, lungo la via per Selva di Altino, con la facciata con un basamento con blocchi di pietra squadrata formante un bugnato. L’ingresso è sovrastato da un timpano con cornice con metope e triglifi bianchi posti su uno sfondo di colore neutro. Oggi la sede parrocchiale di Guarenna Nuova si trova nella chiesa di San Giuseppe, presso il campo sportivo.

La Chiesa di Santa Reparata

Chiesa di Sant’Antonio di Padova

Forse è stata edificata nell’Ottocento in località La Roma sopra una preesistente, come evidenzia il portale rinascimentale in stile tardo romanico. L’interno è a navata unica. In origine la facciata constava di un terrazzo sostenuto da tre colonne collegate tra di loro con archi a tutto sesto, ma dopo un restauro il terrazzo è stato abbattuto e la facciata è stata decorata con pietre a vista; sulla destra dell’edificio è stata costruita una torre campanaria.

Chiesa di Sant’Agostino
La piccola chiesa è stata parrocchia, quando, prima del 1417, Casoli era un villaggio unito e subordinato al Castello di La Roma (come attesta il Giustiniani nel dizionario geografico). Se ne ha menzione in due bolle papali di conferenza di Papa Alessandro III (1173) e Innocenzo III (1208) dove si parla di “Ecclesiam S. Justini in Casulae” e “Monasterium S. Justini de Casule”. In esse probabilmente si scambia il nome Augustini per Justini, quest’ultimo che era stato vescovo di Chieti ed era Patrono della Diocesi. Infatti negli atti delle visite del 1587 e 1593 di Mons. Matteo Semniali, la chiesa viene chiamata “S. Augustini vel Justini”. Intorno alla chiesa sorsero delle piccole case “Casulae” da cui prese il nome il paese. In epoche successive, la chiesa divenne di proprietà dei Duca d’Aquino quando nel 1642 D. Tommaso comprò il feudo di Casoli, e successivamente, nel 1864, della famiglia Di Benedetto e quindi dei Masciantonio, ultimi proprietari del Castello e di ciò che era rimasto dell’antico feudo, che il 28 gennaio 1927 la donarono alla parrocchia di S. Maria Maggiore e per Essa all’arciprete “pro tempore” sac. don Giuseppe Colanzi. Interamente restaurata sia internamente che esternamente, la chiesa è stata riaperta al culto nel 1986 e da allora è stata istituita nuovamente la festa che si cellebra il 28 agosto. La facciata è realizzata in ciottoli e conci di pietra come pietre cantonali. La facciata termina con un timpano triangolare ed un campanile a vela. L’interno è basilicale a sala unica.
Chiesa di Santa Reparata

La chiesa sorse con il titolo di Santa Liberata nel 1447, in origine come cappella cimiteriale fuori il centro di Casoli, e pian piano dal XVIII-XIX secolo inclusa nel nuovo tessuto urbano del corso Umberto I. Nel 1902 fu dichiarata Monumento Nazionale per la bellezza dei portali romanici e per il soffitto ligneo del XVII secolo, a lacunari con scene della Madonna e dei santi. Il 26 novembre 1943, una bomba aerea di piccole dimensioni (spezzone), proveniente da un aereo alleato, cadde sulla copertura della navata destra della chiesa, aprendo uno squarcio nella struttura del tetto: lo scoppio danneggiò solo alcuni dei quadri del pregevole soffitto a cassettoni intagliato e dipinto in oro e argento, costruito tra il 1603 ed il 1606 dall’artista veneziano Vittorio Buzzacarino (Victorius Buzacarinus); l’opera di inestimabile valore, dipinto circa ottant’anni prima del soffitto ligneo della navata centrale de La Collegiata di Santa Maria del Colle a Pescocostanzo fu dichiarato Monumento Nazionale. Risparmiato dagli eventi bellici, nel dopoguerra non viene restaurato ma interamente trafugato durante i lavori di ammodernamento. La chiesa, rifatta nel 1952, conserva comunque diversi elementi architettonici rinascimentali appartenenti all’edificio originale (un portale, un arco trionfale e tre altari, tutti datati 1539) e un trittico con santa Liberata del 1506.

Fonte Wikipedia

 

Caratteristiche

Mappa

Proprietà Simili

Immobiliaredercole utilizza i cookies per offrirti un'esperienza di navigazione migliore. Usando il nostro servizio accetti l'impiego di cookie in accordo con la nostra cookie policy. maggiori informazioni

Questo sito utilizza i cookie per fornire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o cliccando su "Accetta" permetti il loro utilizzo.

Chiudi